Ridenominazione forestale: facciamo un po' di chiarezza!

  • 28 / 05 / 2023 86 Views

ROMA - Nei giorni scorsi sono stati diramati comunicati inerenti la determinazione assunta dal Comando Generale di cambiare, a decorrere dal prossimo 1° settembre, l’attuale  denominazione di “STAZIONE CC FORESTALE” e “STAZIONE CC PARCO”, trasformandola, rispettivamente, in “NUCLEO CC FORESTALE” e “NUCLEO CC PARCO”.

Tale decisione è dichiaratamente finalizzata a prevenire confusione nei cittadini (i quali, giustamente, sconoscono l’ordinamento interno dell’Arma), giacché costoro identificano la STAZIONE CC TERRITORIALE come l’articolazione di base dell’Arma preposta al controllo del territorio ed allo svolgimento dei servizi di polizia di prossimità.

Al contempo, l’adozione del nome “NUCLEO” – oltre ad allineare la specialità Forestale alle altre specialità dell’Arma – ha ricadute positive per i militari, non applicandosi più il divieto di assegnazione alla “STAZIONE” nel cui territorio si dimorava all’atto dell’arruolamento e potendo affidare a Brigadieri il comando dei NUCLEI più piccoli.

Questi i dati di fatto, già esplicitati dal Comando Generale, a cui pare opportuno soggiungerne un altro: ossia che le tabelle organiche dei reparti Forestali restano quelle che sono (sicché, laddove la pianta organica contempla la figura del Maresciallo, tale figura resta).

Non si possono quindi condividere gli allarmismi di taluni, che servono solo a diffondere paura tra il personale interessato (sperando, forse, di conquistare così qualche tessera). Sembra comunque opportuno confutare le asserzioni che altri hanno fatto e che incutono timori ingiustificati, così da tranquillizzare gli interessati.

L’organico della specialità è stato fissato per legge (nel 4% dell’organico dell’Arma), per cui la stessa non può essere depotenziata se non passando per una nuova legge (e, alla luce delle tragedie avvenute, anche di recente, si tratta di un’ipotesi che, più che remota, potrebbe definirsi fantascientifica).

Sfugge, poi, come un mero cambio di nome potrebbe limitare operatività ed autonomia (anzi, nell’Arma è vero il contrario: i Nuclei hanno maggiore autonomia delle Stazioni). A chi blatera di chiusura della specialità, basta ricordare che la specialità ha un Comando di Vertice; quando mai, in oltre due secoli, se n’è visto sopprimere uno? (riducendo il numero di Generali ed Ufficiali).

E se ciò non bastasse, va ricordato che:

1- le Stazioni Forestale/Parco sono oggi ca. 800, di cui ¾ al comando di Marescialli, per cui chi dice che la figura del Maresciallo scomparirà dovrebbe dire dove l’Arma ha le risorse per ca. 600 trasferimenti d’autorità;

2- le ex “Stazioni Foreste Demaniali del CFS” sono diventate, dall’1/01/2017, “Nuclei Tutela Biodiversità” e dopo oltre 6 anni sono ancora dov’erano, a fare quello che facevano (e lì seguiteranno a restare e ad operare).

L’unica cosa su cui si concorda è che il sistema dei trasferimenti a domanda (e non solo il Ge.Tra.Forestale, ma anche quello ordinario) andrebbe rivisto e migliorato. Ma, per addivenire a ciò, non si diffonde paura, provocando malessere al personale, bensì ci si siede ad un tavolo con l’Amministrazione, formulando proposte concrete e, soprattutto, serie.

Si auspica, con la presente, di essere riusciti a dissipare i timori da taluni, inopinatamente, diffusi ad arte tra i colleghi interessati da tale provvedimento, ed a rassicurare e tranquillizzare tutti.

 

SIM CARABINIERI

Segreteria Nazionale

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